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LE STRINGHE COSMICHE |
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Questa volta cerchiamo
di affrontare un discorso un po’ più complesso del solito. Parleremo infatti non
di corpi celesti visibili, di cui abbiamo quindi un riscontro reale, ma di
qualcosa che effettivamente esiste solo in via teorica poiché in pratica non è
mai stato osservato nulla di simile. Quello di cui parleremo è il fenomeno
delle stringhe cosmiche.
Osservando il cielo con dei telescopi è facile rendersi conto che le stelle non
si distribuiscono uniformemente nel cosmo, ma tendono a raggrupparsi in sistemi
più complessi. Il Sole, insieme ad altri miliardi di stelle è parte integrante
della nostra galassia che, a sua volta, fa parte di un ammasso
comprendente una ventina di galassie chiamato Gruppo Locale. Il Gruppo
Locale insieme ad altri ammassi di galassie costituisce, infine, un enorme
gruppo galattico detto Super Ammasso Locale.
Le
osservazioni compiute nel profondo del cosmo denotano che questa tendenza è
comune in tutto l’universo e non solo nelle nostre ‘vicinanze’.
Questo
modo di distribuirsi della materia è stato sempre argomento di dibattito tra gli
scienziati, in quanto non riuscivano a spiegarsi il perché di queste
aggregazioni a discapito di un ripartizione omogenea.
Inizialmente si tendeva a spiegare il fenomeno in base alle condizioni iniziali
del nostro universo, ovvero si sosteneva che l’universo fosse nato già
disomogeneo e quindi questa era una condizione che si trascinava dalla sua
nascita. Nel corso degli anni, però, effettuando uno studio della radiazione di
fondo, il calore residuo proveniente dall’epoca della formazione dell’universo,
si è scoperto che quest’ultimo, al momento della sua formazione, era
incredibilmente omogeneo e che ha iniziato a distribuirsi in maniera non
omogenea solo 1 milione di anni dopo la sua nascita. Come spiegare allora questa
stranezza?
Per
trovare una soluzione bisogna considerare la possibilità dell’esistenza di un
qualcosa che provocò queste aggregazioni iniziali, un qualcosa al quale la
materia si concentrò intorno. Gli scienziati chiamano questi oggetti bizzarri
stringhe cosmiche.
La
spiegazione della formazione di tali stringhe è complessa, ma vediamo di esporla
in maniera semplice.
All’epoca della nascita dell’universo, il famoso Big Bang, prevalevano
temperature elevatissime e le quattro forze principali esistenti tutt’oggi (la
gravità, l’elettromagnetismo, la forza nucleare forte e la nucleare debole)
erano riunite in un'unica forza. Successivamente l’universo iniziò a
raffreddarsi però non contemporaneamente in tutte le sue regioni e la forza
unica si suddivise nella quattro forze che conosciamo. Queste differenze di
temperatura ai bordi di queste regioni provocarono dei ‘difetti’ simili a dei
tubicini o stringhe infinitamente lunghe e dotate di una elevatissima
concentrazione di energia che si presume siano resistite fino ai giorni nostri. Le proprietà più curiose che si possono attribuire alle stringhe riguardano la loro densità e dimensione. Si ipotizza che una stringa lunga 1 chilometro debba avere una massa pari a quella terrestre ed uno spessore pari ad un millesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di centimetro. In pratica se potessimo avvolgere una stringa lunga quanto l’universo, diciamo 10 miliardi di anni luce, potremmo collocarla comunque all’interno di un atomo, ma la sua massa sarebbe pari a 1044 tonnellate, cioè pari alla massa complessiva di migliaia di galassie.
Un’altra peculiarità delle stringhe è l’effetto lente. Infatti un raggio
luminoso, proveniente da una stella o altro, che si trova ad attraversare una
stringa può esserne sdoppiato e quindi un eventuale osservatore noterebbe una
immagine doppia dello stesso oggetto.
Questo
potrebbe forse spiegare perché negli ultimi anni, gli astronomi hanno osservato
coppie di quasar, gli oggetti più distanti che si conoscano, che hanno uno
spettro luminoso così identico da far pensare che si tratti di immagini
sdoppiate dello stesso oggetto.
Le
stringhe, soprattutto quelle di forma anulare, vengono quindi considerate come
le responsabili di queste inusuali aggregazioni di materia. Si suppone infatti
che intorno ad esse, grazie ai loro effetti gravitazionali, si siano formate le
galassie e che, a causa delle onde gravitazionali generate dalle tensioni
presenti nelle stringhe, queste ultime siano state infine espulse dai nuclei
galattici già da moltissimo tempo.
Per le
loro proprietà le stringhe sono certamente considerate uno degli oggetti più
incredibili mai teorizzati dagli scienziati ma nonostante la grande varietà di
effetti fisici che gli vengono attribuiti la loro esistenza rimane pur sempre un
fatto ipotetico. Gli effetti di sdoppiamento dell’immagine di alcuni oggetti
stellari possono essere dovuti anche ad altre cause e non necessariamente alle
stringhe. Non sappiamo se un domani gli astronomi riusciranno a dimostrare l’esistenza delle stringhe cosmiche ma il fascino che esercitano, comunque, è enorme, come del resto tutti gli oggetti stellari, come per esempio i buchi neri o le stelle di neutroni, che hanno caratteristiche che rasentano se non addirittura oltrepassano i limiti delle leggi della fisica.
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