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LE STELLE VICINE |
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Dopo aver trattato di
alcune delle stelle più belle del nostro cielo una cosa è risultata subito
chiara: tutte sono molto più grandi del Sole. Questo potrebbe condurre alla
conclusione che la nostra stella sia difatti un astro molto modesto rispetto a
quelli che popolano la nostra galassia. In realtà, con uno studio attento sulle
stelle a noi più vicine, non sembra essere effettivamente così.
Vediamo più precisamente
cosa troviamo in una sfera di spazio intorno a noi di circa 20 anni luce. In
tale regione troviamo 30 stelle singole, 20 stelle che compongono 10 sistemi
binari, 6 stelle inserite in due sistemi tripli per un totale di 56 corpi
celesti.
Facendo una stima di
tutte le stelle considerate in questa sfera solo quattro risultano essere più
brillanti del Sole: Sirio, 23 volte; Altair, 10 volte; Procione,
7 volte ed Alfa Centauri, 1,5 volte. Tutte le rimanenti stelle
sono più deboli del Sole e la classe spettrale va dal tipo A1 al tipo M6.
Non risulta quindi vero
che il Sole sia una stella modesta, sebbene ci siano stelle migliaia di volte
più luminose è anche vero che ce ne sono tantissime migliaia di volte più
deboli.
Le stelle contenute in
questa sfera, inoltre, sono tutte comprese entro i limiti della sequenza
principale del diagramma H-R. e quindi stabili.
Se proviamo a
raddoppiare la sfera in esame e quindi arriviamo a considerare 40 anni luce, le
stelle aumentano a 130. Fra queste si contano 61 sistemi binari o multipli per
un totale complessivo di circa 200 astri. La densità di stelle per unità di
volume sembra dimezzarsi ed in questa seconda sfera troviamo solo il 2% di
stelle di classe A, mentre i 2/3 sono tutte di classe M, ovvero quasi tutte
stelle nane.
Di queste stelle nane
oltretutto, ce ne sono alcune che sono estremamente deboli come la stella GL.283
B di magnitudine 18,4, la GL. 752 B di magnitudine 18,5 e la GL.
316.1 di magnitudine 19,9. Queste stelle messe al posto del Sole
brillerebbero di una luminosità di poco superiore alla Luna piena.
Esaminiamo quindi, brevemente, le stelle più caratteristiche delle nostre vicinanze.
Il sistema doppio di
a Centauri è composto da una stella principale che ha lo stesso tipo di
classe spettrale (G2) e stessa massa (1,07 masse solari) del nostro Sole. La sua
luminosità invece è quasi il 50% superiore. La stella compagna è di classe
spettrale K0 ed una massa pari a 0,87 masse solari. Il loro periodo orbitale
viene compiuto su di un orbita fortemente ellittica in 79,9 anni. Molto vicino a
questo sistema c’è Proxima Centauri, che alla distanza di 11500 unità
astronomiche (1 unità astronomica=150 milioni di chilometri), è considerata una
stella satellite che va a formare un sistema triplo con le due stelle
precedenti. Proxima è inoltre una stella a flare e cioè soggetta ad
improvvisi lampi sulla superficie tali da aumentarne sensibilmente la
luminosità.
A seguire, in ordine di
distanza, troviamo la Stella di Barnard, una nana rossa di classe
spettrale M5, successivamente incontriamo la stella Wolf 359, quindi
GL. 411, la stella Ross 154 ed infine la stella 61 Cygni una
binaria con due stelle rosse di classe spettrale K5 e K7 come componenti ed un
periodo di rotazione attorno al loro baricentro di 720 anni.
Queste sono dunque le
stelle presenti nei nostri dintorni, almeno quelle visibili; rimane, infatti, il
problema delle cosiddette masse substellari non visibili dai normali telescopi
terrestri. Si spera che almeno con l’Hubble Space Telescope si riesca ad
individuare oggetti fino alla 26a magnitudine
per avere con maggiore precisione il numero di oggetti presenti al di là del
sistema solare. Se è vero quindi che quest’angolo della Via Lattea in cui ci troviamo non contiene oggetti particolarmente interessanti come stelle giganti, nebulose o stelle in formazione, è anche vero che occupiamo una zona della galassia molto tranquilla, lontani da stelle che variano improvvisamente la loro luminosità o che sono al termine del loro stadio evolutivo oppure da sistemi stellari massicci che causerebbero disturbi gravitazionali. Tutto quello che troviamo qui, del resto, rappresenta ciò che in maggior numero compone la popolazione stellare della nostra galassia.
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