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LE STELLE GIGANTI |
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Le stelle presenti
nell’universo hanno dimensioni che sono comprese in un intervallo molto vasto:
le più piccole possono avere dimensioni dell’ordine di qualche chilometro mentre
le più grandi possono arrivare ad estendersi fino alle dimensioni del nostro
sistema solare.
Queste ultime
stelle vengono annoverate nella categoria delle stelle cosiddette ‘supergiganti’.
Nonostante la
caratteristica che accomuna queste stelle sia la loro dimensione altri parametri
come temperatura e massa invece variano da stella a stella. Una supergigante
blu, infatti, è una stella con una temperatura superficiale elevatissima mentre
una supergigante rossa è una stella relativamente fredda, con temperature
superficiali nettamente inferiori a quelle del nostro Sole. Ma soffermiamoci in
particolar modo sulle supergiganti rosse.
Le supergiganti
sono stelle che nei primi stadi della loro evoluzione avevano una massa
complessiva di decine di masse solari e che, rispetto alla nostra stella, hanno
una vita molto più breve. Una stella della grandezza del Sole rimane nella
sequenza principale, sul diagramma H-R, per circa 10 miliardi di anni, ma una
stella di 15 masse solari non riesce a durare più di 100 milioni di anni e una
di 30 masse solari non più di 7 milioni di anni.
Una volta uscite
dalla sequenza principale la loro evoluzione procede in maniera ancora più
rapida: mentre esaurisce l’idrogeno diventa prima una supergigante blu, poi
gialla ed infine rossa. In questo lasso di tempo si calcola che la stella abbia
perso circa la metà della sua massa iniziale.
Questo tipo di corpi celesti non sono molto comuni, si ipotizza che nella Via Lattea vi sia un supergigante rossa ogni milione di stelle e di fatto se ne conoscono circa 200. ma la loro luminosità è tale che ad occhio nudo ne riusciamo a distinguere almeno una dozzina.
Le due
supergiganti rosse più splendenti nel nostro cielo sono Betelgeuse, nella
costellazione di Orione ed Antares, nella costellazione dello Scorpione. È
curioso notare che queste stelle appartengono a due costellazioni
mitologicamente antagoniste. La leggenda vuole, infatti, che fu proprio lo
scorpione ad uccidere il cacciatore Orione con il suo veleno e, conseguenza di
ciò, le due costellazioni non le vediamo mai in cielo contemporaneamente. Orione
è una costellazione appartenente al cielo invernale mentre lo scorpione a quello
estivo.
Le principali supergiganti rosse
Come si può ben
notare tutte le stelle appartengono alla classe spettrale M e questo sta ad
indicare che le loro temperature generalmente si aggirano tra i 3900-3600 °C.
Le prime tre
stelle, in particolar modo, hanno dimensioni davvero eccezionali. Betelgeuse,
distante da noi circa 620 anni luce, risulta essere 900 volte più grande del
Sole, il che vuol dire che se messa al posto della nostra stella la sua
superficie si estenderebbe fino all’orbita di Giove. Antares, invece, distante
420 anni luce è grande la metà di Betelgeuse e dimensioni simili le ha anche Ras
Algethi, distante 500 anni luce. Queste tre stelle comunque, non riescono a
competere con m Cephei che, ad una distanza approssimativa di 2700 anni luce,
risulta avere un diametro di 11 Unita Astronomiche (1 U.A.= 150 milioni di km.),
ovvero superiore all’orbita di Saturno. Nel volume che questa stella occupa ci
starebbero dentro 10 miliardi di stelle delle dimensioni del Sole. Si pensi
soltanto che per mandare una sonda su Saturno ci si impiega 10 anni, i quali
sarebbero sufficienti per attraversare solo la metà del diametro della stella.
Altre
caratteristiche particolari di queste stelle sono i fenomeni di instabilità che
le accompagnano. Esse, infatti, sono soggette a rapide variazioni della loro
luminosità e nell’arco di mesi, settimane o addirittura giorni possono aumentare
o ridurre il loro splendore.
Tutto questo continuerà finché queste stelle non esauriranno il loro combustibile, allora la pressione interna non sarà più sufficiente a contrastare la forza di gravità e tutto avrà termine in un enorme esplosione, chiamata supernova, nella quale la stella brillerà, per un breve periodo, con un’intensità pari a quella di miliardi di soli, ultimo grido di una vita vissuta sempre all’estremo.
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