BETELGEUSE

 

 

In un articolo precedente abbiamo avuto modo di parlare della stella Rigel, il piede sinistro della costellazione di Orione. Questa volta invece parleremo della stella più luminosa di tutta la costellazione, quella che rappresenta la spalla del cacciatore Orione: Betelgeuse.

 

Il suo nome deriva dall’arabo Ibtal al Jauzah, ovvero ‘la spalla del gigante ’ che per deformazione si è trasformata successivamente in Betelgeuse.

Betelgeuse è famosa per essere una supergigante rossa, uno di quei pochi astri che si possono osservare anche a grandi distanze grazie alla loro alta luminosità. La sua distanza dalla Terra era, fino a poco tempo fa, stimata sui 427 anni luce ma recenti misurazioni la pongono ad almeno 600 anni luce. Le sue dimensioni, paragonate al nostro Sole, sono davvero impressionanti: il suo raggio è pari a 700 milioni di km, quindi 900 volte più grande della nostra stella, e dotata di una luminosità ben 19.000 volte superiore in un volume di spazio 315 volte maggiore. Se fosse collocata al posto del Sole arriverebbe praticamente a occupare tutto il volume di spazio fino all'orbita di Giove.

 

Sebbene le sue dimensioni siano così spropositate, la sua massa invece non è altrettanto elevata come si può pensare. Essa, infatti, è solamente una trentina di volte quella del Sole e quindi, facendo un rapporto tra il suo volume e la massa, si ottiene un valore della densità incredibilmente piccolo: un metro cubo di materia di cui è composta Betelgeuse peserebbe non più di qualche centesimo di grammo, ovvero centomila volte meno di un metro cubo di aria.

Betelgeuse, come già detto, appartiene alla categoria delle supergiganti rosse e da un’analisi spettrografica della luce che noi riceviamo da essa risulta che la sua temperatura superficiale sia dell’ordine di 3100 °C., molto inferiore ai 6000 °C. del Sole, il che la colloca nella categoria di stelle di classe spettrale M2. Questa stella dunque, nonostante le sue dimensioni risulta essere relativamente fredda e il suo tipico colore rossastro ne è la conferma.

 

Una caratteristica che accomuna quasi tutte le stelle supergiganti è la loro variabilità. Betelgeuse infatti è anche una stella variabile, la sua luminosità subisce delle variazioni la cui ampiezza e rapidità sono molto discontinue. Qualche volta la sua luminosità varia di pochi decimi di magnitudine in molti mesi, altre volte invece di quasi una magnitudine in poche settimane. La sua magnitudine, quindi, oscilla con valori compresi tra 0,4 e 1,3.

Recenti osservazioni hanno però rivelato che negli ultimi quindici anni il diametro di Betelgeuse si sia ridotto di circa il 15% pur mantenendo la sua luminosità (magnitudo) invariata. Le cause di questo restringimento sono tuttora ignote anche se si ritiene che tale effetto si verifichi quando una stella giunge in prossimità della fine del suo stadio evolutivo.

E' segno forse che Betelgeuse stia per trasformarsi in una supernova?

Le osservazioni che seguiranno nei prossimi anni verificheranno se si tratta solo di uno stato transitorio e se la stella ritornerà alle sue dimensioni precedenti.

 

Per concludere possiamo dire che Betelgeuse riveste una certa importanza tra gli scienziati nel quadro delle moderne conoscenze astronomiche in quanto, oltre ad essere una supergigante rossa relativamente vicina a noi è stata anche la prima stella al di là del sistema solare di cui si è potuto misurarne direttamente il diametro e anche la prima che ha rivelato il suo aspetto superficiale.